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Bevitori di sangue, Bruno Corra, Sonzogno 1922.

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Pubblicato il  27/04/2026

Dettagli

Prezzo: 12 €
Inserzionista: Privato
Tipo di annuncio: Vendo
Annuncio per: Libri
Comune Torino

Descrizione

BRUNO CORRA

BEVITORI DI SANGUE

MILANO
CASA EDITRICE SONZOGNO
Novembre 1922

Copertina rigida cartonata, rilegatura artigianale, pagine 304, formato cm. 12,5X18,5.

Stato di conservazione: OTTIMO come mostrano le immagini.


Romanzo storico', credo in ogni modo di poterlo classificare tale 'Bevitori di sangue'. La vicenda si sviluppa in un clima da moti rivoluzionari di primo Novecento trattando di un gruppo di giovani dissidenti antiborghesi che dalle pagine di un giornale spingono la loro protesta sino allo scoppio di una bomba in un caffè di Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Corra descrive attentamente la psicologia dei personaggi, dal leader Serrao ai suoi accoliti, dai retroscena incriminanti (la relazione con una ricca marchesa) alla sua forza carismatica di fomentatore popolare. E' un libro equilibrato, che non stanca ma che pure appartiene ad un'epoca passata e dunque richiede al lettore un po' di adattamento, non tanto alla scrittura, moderna e scorrevole, quanto proprio alla storia che oggigiorno non può destare interesse né tanto meno passione. In conclusione, non mi sento di consigliarlo se non a chi davvero abbia la forza di calarsi in un'era lontana con il fermo desiderio di comprenderla e penetrarla.


Bruno Corra, pseudonimo di Bruno Ginanni Corradini (Ravenna, 9 giugno 1892 – Varese, 20 novembre 1976), è stato uno scrittore e sceneggiatore italiano.
Figlio del conte Tullio Ginanni Corradini (che fu anche sindaco di Ravenna) e fratello di Arnaldo Ginna (i nomi Corra e Ginna vennero suggeriti da Giacomo Balla per assonanza con le parole correre e ginnastica), trascorre l'infanzia e gran parte della giovinezza nella città natale, affiancando agli studi regolari quelli più anarchici, interessandosi di tutto lo scibile, dalla letteratura all'arte, dalla filosofia alla teosofia.
Alla fine del 1912 fonda con Mario Carli ed Emilio Settimelli la rivista Il Centauro, espressione di una non dogmatica concezione dell'arte. Sulla scia delle idee anti-passatiste aderisce poi al Futurismo e firma alcuni dei maggiori manifesti del movimento: Pesi, Misure e Prezzi del Genio Artistico nel 1914, Il Teatro Futurista Sintetico nel 1915 e il Manifesto della cinematografia futurista nel 1916, quest'ultimo assieme a Filippo Tommaso Marinetti e Emilio Settimelli.
Il 1º giugno 1916 a Firenze è, con Settimelli, Carli, Remo Chiti e Ginna, tra i fondatori del periodico L'Italia futurista, di cui condivide con Settimelli la direzione.
Sempre nel 1916 partecipa alla realizzazione del film Vita Futurista, in collaborazione con Balla e Marinetti, film prodotto e diretto da Ginna (oggi del film non rimangono che pochi fotogrammi).
Nel 1917 pubblica il romanzo sintetico Sam Dunn è morto, uno dei massimi prodotti dell'avanguardia italiana.
Si allontana dal Futurismo qualche anno dopo la fine della prima guerra mondiale, pubblicando romanzi d'evasione e commedie brillanti che ottengono un discreto successo di pubblico, quali L'isola dei baci del 1918, ideato con Marinetti, o Il Passatore del 1929 (sul brigante Stefano Pelloni).




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